Da Ossuccio all’Alpe Colonno

February 25th, 2008

Ben 3 ore e mezza di salita per un totale di più di 6 ore di escursione.
Si parte da Ossuccio sul sentiero dei pellegrini verso il Santuario della Madonna del Soccorso e da li inizia il sentiero che porta sino al Rifugio Boffalora.
Peccato per la giornata con scarsa visibilità a valle che rendeva impossibile fruire degli stupendi panorami… la vista del lago e dell’isola comacina dall’alto doveve essere proprio da togliere il fiato.
Il percorso è a dir poco faticoso, inizia in salita e così continua sino a Boffalora, non c’è accenno di spazi pianeggianti… solo salita più o meno ripida!! Le fatiche però sono ricompensate… una volta in cima inizia forse la parte più bella, la strada che da Boffalora conduce all’Alpe Colonno.
Quest’ultima parte del percorso è in mezzo al bosco, l’atmosfera, complice la neve, è davvero da fiaba.
Ad un tratto il bosco sparisce e lascia spazio ad una enorme distesa innevata, faccio uso delle mie ultime forze per raggiungere la vetta con la croce di ferro.
Con mia enorme sorpresa sulla cima la neve si è sciolta lasciando spazio al prato… la tentazione è grande… metto giù zaino e mi sdraio godendo per quasi un’ora del bellissimo sole e dell’aria tiepida, il silenzio è assoluto, la vista meravigliosa.

Rifaccio lo stesso itinerario in discesa, questa volta ho le spalle alla montagna e lo sguardo rivolto verso il lago… peccato per questa maledetta foschia… amen, è una scusa per tornare!
La discesa, se possibile, è ancora più faticosa della salita!!! E’ talmente ripida che si fa fatica a non scivolare…

Un posto bellissimo, un itinerario da ripercorrere sicuramente in primavera con una migliore visibilità!!

Ho messo qualche foto online…

Trekking

February 4th, 2008

“Andare è bello. Il respiro sente e gode di un’aria più fresca e pura. Tutti i muscoli, piccoli e grandi, si distendono, il passo va lento e tranquillo lungo il sentiero. Non andiamo alla ricerca di primati o alla conquista di chissà quale vetta, ma semplicemente e umanamente andiamo alla scoperta di una cosa immensa: il piacere di esserci, di vivere, per alcuni momenti della nostra vita, in mezzo alla natura”
Sergio Migliavacca

E’ un paio di domeniche che ho scoperto questa attività, mi avvicino ovviamente da profano ma mi sembra che questa frase racchiuda al meglio lo spirito delle mie escursioni.
A dire la verità è iniziato tutto l’anno scorso, in una soleggiata domenica di marzo sono scappato con la moto alla volta del lago di Como, senza una meta precisa… solo con la voglia di andare, come spesso succede alla fine dell’inverno, il poter camminare sotto il sole era già un immenso piacere.
Mentre girovagavo sulla statale Regina da Como verso Menaggio ho imboccato una strada che porta a Schignano… una carrozzabile tutta curve e tornanti… una vera goduria per noi motociclisti… dopo un po di deviazioni imboccate a casaccio sono arrivato alla fine della strada. Non perchè avessi deciso di tornare indietro… ma perchè la strada semplicemente finiva.
Sono tornato indietro e ho notato l’inizio di un sentiero segnalato da diverse indicazioni. Ho legato la moto, incatenato il casco, infilato il giubbotto e protezioni nello zaino e mi sono incamminato. Immerso nel bosco, senza anima viva intorno, senza alcun rumore se non quello degli uccelli e dell’acqua ho provato una sensazione di relax e appagamento che non è facile descrivere. Dopo 45 minuti di rapida salita ero a Colma Binate, una piccola area di sosta sulla “Via delle Alpi” mi attendeva per poter riposare… e così con lo sguardo perso nei paesaggi ho mangiato un pacchetto di grissini che avevo in borsa, mi sono steso al sole sull’erba e mi sono ripromesso di tornarci.

Promessa non mantenuta… sino alla settimana scorsa.
Una bella giornata soleggiata, una sveglia domenicale non programmata, l’affacciarsi e vedere dalla finestra della camera da letto uno scorcio dell’arco alpino stagliarsi contro il cielo blu hanno riacceso quel desiderio sopito.
Acqua, grissini, zaino, giaccone da neve, un paio di scarponi, macchina fotografica… ed eccomi in macchina alla volta di Schignano… sono tornato, stavolta però era tutto coperto da una coltre di neve che ha reso la salita (e anche la discesa!!) ben più faticosa… le sensazioni però sono rimaste quelle, il respirare aria pura, il contatto con la natura, il silezio, il tempo che sembra rallentare… una dimensione, quella naturale, che abbiamo perso.
Sono risalito esattamente nello stesso punto e mi sono seduto a guardare il panorama.

Domenica, nonostante le condizioni meteo non fossero ottimali, sono tornato ma ho preso un’altra biforcazione del sentiero, prima verso il Faggio Storico di Fontanella, poi verso l’Alpe Comana. C’è poco da descrivere… camminare sotto una leggera nevicata, in quella distesa bianca incontaminata con solo un sottile tracciato disegnato e spesso neanche quello, è un qualcosa che va provato per essere compreso sino in fondo.
Ho creato una sezione TREKKING nel mio album fotografico dove metterò gli scatti fatte durante le mie escursioni… sto studiando su internet per la prossima destinazione. :-)